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Teatro Bambini 3-6 anni

Laboratorio Bambini 3-6 anni

“L’importanza pedagogica del gioco scenico sta nel condurre il bambino a passare da un mondo egocentrico (narcisistico), dove tutto l’esito consisteva nel soddisfare le proprie tendenze e la propria immaginazione, a un mondo aperto agli altri, dove il bambino non offre solo se stesso e le sue capacità, ma risponde anche responsabilizzanti richieste.”

Maria Rita Parenti
  • Laboratorio di

    TEATRO BAMBINI 3-6 anni

Lo strumento naturale dei bambini è il gioco, vero metodo scientifico-narrativo che interroga il mondo sulle sue possibilità d’essere e di relazione. Ed è attraverso il gioco che passa la prima forma di Teatro utilizzato

  • nell’ esplorazione dello spazio personale e di uno spazio nuovo, quello teatrale, orientato e con una sua  grammatica
  • nella sperimentazione di schemi motori già in uso e schemi motori nuovi
  • nell’espansione della gestualità e del linguaggio
  • nella collaborazione con i nuovi compagni
  • nell’ utilizzo della narrazione di fiabe e della loro drammatizzazione.

Nel corso del laboratorio il gruppo (adulto e bambini) sceglie una fiaba tra quelle narrate, che man mano diverrà spettacolo.  In esso la conduttrice del percorso teatrale fa da cantastorie ed i piccoli attori la agiscono secondo strutture e principi teatrali.

SULL’USO DEGLI STRUMENTI PEDAGOGICI

  • La psicomotricità tramite l'uso dello spazio e degli oggetti nell'interazione col gruppo migliora la capacità di rappresentarsi agli altri attraverso il movimento, la parola ed il gioco
  •  La narrazione è un’esperienza squisitamente relazionale, in cui si condividono e negoziano significati ed emozioni. Essa risponde al bisogno di ri-costruire la realtà, conferendole un significato specifico a livello temporale e\o culturale.
  •  La fiaba , la più antica forma di narrazione al mondo, temporalmente orientata secondo il ciclo vitale delle cose (inizio, svolgimento, fine) , è metafora dell’esperienza umana, rappresentazione del bene e del male, della fortuna e del distacco, del bisogno e della morte, della forza e della disfatta. Attraverso il filtro dei personaggi e situazioni irreali, il bambino  esperisce un’ampia gamma di emozioni, apprende che il danno può essere riparato, che il rischio può essere affrontato, che il distacco è una trasformazione,  ed  attiva a pieno ritmo la capacità di elaborare ipotesi e risolvere i problemi.
  • La drammatizzazione è il momento in cui le fiabe narrate vengono agite, dunque riscritte nel vissuto psico-corporeo del giovanissimo attore.
  • Attraverso la concretizzazione corporea e vocale dell’immaginazione,  il bambino vive, rielabora e gestisce le esperienze derivanti dalla narrazione della fiaba,  anche le più angosciose e paurose, esprimendo e comunicando nel gruppo e col gruppo, ed in seguito col pubblico,  i significati personali e condivisi del mondo immaginato.